"Un uomo distrutto", che "chiede perdono" e "non riesce a capacitarsi del danno che ha causato". Giuseppe Campagna parla dai domiciliari tramite l'avvocato, Tommaso Servetto. Assicura che "farà tutto il possibile per risarcire il danno che ha cagionato".

Apparentemente ha capito la gravità del suo gesto e non cerca giustificazioni: il 73enne di Coassolo, che sabato mattina, lungo una strada di Lanzo Torinese, ha investito volontariamente e per ben due volte sei ciclisti, ferendone due gravemente. È agli arresti domiciliari, con le accuse di tentato omicidio stradale plurimo e lesioni. Si è costituito ieri ai carabinieri di Venaria Reale.

La dinamica: sei ciclisti investiti a Lanzo Torinese

Tutto è avvenuto in pochi secondi, dopo un banale diverbio per la strada: i sei ciclisti viaggiavano in gruppo, erano usciti da poco per un'escursione quando sono stati avvicinati, alle spalle, da Campagna in auto. "Voleva passare. Ha iniziato a suonare il clacson. Così ci siamo spostati". Uno del gruppo alza un braccio in segno di protesta per l'atteggiamento di Campagna, che era sembrato esagerato.

Sulla base delle testimonianze, sembra che sia bastato questo a fargli perdere la testa: l'automobilista, che nel frattempo aveva sorpassato il gruppo, ingrana la retromarcia e travolge il gruppo con la sua Volkswagen Polo. Poi, inseguito da alcuni, fa un'inversione a U e li investe nuovamente, prima di scappare.