Pavia. C’è un lembo dell’ex Snia Viscosa che probabilmente pochi pavesi ricordano: l’area a giardino all’angolo tra viale Montegrappa e via Dossi, sul lato nord-ovest del grande comparto dismesso, chiusa da oltre quarant’anni dietro le recinzioni della vecchia fabbrica. Un’area da circa 7.500 metri quadrati Proprio da lì potrebbe ripartire il dialogo tra la città e uno dei suoi vuoti industriali più ingombranti: non dagli edifici o dai grandi progetti, ma dal verde. L’idea È l’idea avanzata da eUtopia green - la società che nel settembre 2025 ha acquisito la quota maggioritaria dell’area - alla conferenza dei servizi del 9 luglio scorso, quando Comune, Provincia e Arpa di Pavia, con il parere dell’Ats, hanno esaminato il piano di caratterizzazione dell’ex complesso. In apertura la società ha chiesto di stralciare il giardino dal procedimento ordinario, per intervenire su quella porzione con la procedura semplificata prevista dalla normativa ambientale, qualora ne ricorrano le condizioni. Insomma, invece di attendere la caratterizzazione dell’intera ex Snia, lavoro lungo e complesso, eUtopia green punta a trattare a parte il giardino, area circoscritta, per bonificarlo in tempi rapidi. Non è ancora un via libera: la conferenza ne ha preso atto, rinviando la valutazione alla presentazione del progetto. Ma è una prima proposta. «Il giardino è la porzione più delimitata e meno complessa del comparto: è da lì che conviene partire . – spiega Paolo Andreini, amministratore unico di Unica Spa, società specializzata nelle bonifiche e socio di maggioranza di eUtopia green – Con la procedura semplificata possiamo recuperarlo in tempi contenuti, mentre prosegue la caratterizzazione del resto dell’area. Bonificare bene e in fretta uno spazio verde di questa qualità significa restituirgli subito una funzione, invece di lasciarlo per anni dietro una recinzione». E la funzione è precisa: aprire il giardino alla città già durante la caratterizzazione, attraverso gli “usi temporanei” che la normativa consente per gli spazi in attesa di trasformazione. Un modo per far conoscere ai pavesi un luogo finora invisibile e riportarli dentro l’ex Snia molto prima che sull’area sorga qualsiasi edificio. Un parco «Vogliamo che il giardino sia il primo luogo dell’ex Snia che Pavia possa tornare a vivere» , dice Raffaele Quaranta, presidente di eUtopia green. «Stiamo studiando come aprirlo nei limiti di quanto è consentito: un parco curato in cui immaginare visite, mostre, appuntamenti all’aperto. Prima ancora degli edifici, vogliamo che la città possa toccare con mano che cosa questo luogo può diventare». L’ambizione, insomma, è che il giardino diventi la prima vetrina del nuovo corso: uno spazio verde di qualità capace di attirare attenzione, energie e nuovi interlocutori attorno al futuro del comparto. L’ex Snia non come un cantiere blindato in attesa del masterplan, ma come un processo che produce effetti visibili già lungo il percorso. Alla conferenza del 9 luglio gli enti hanno chiesto di rielaborare il Piano e infittire le indagini, ma la rotta è segnata. Se il percorso prenderà la piega auspicata, il primo segnale concreto della nuova Snia non sarà un rendering: sarà un cancello che si apre su un giardino.