Nel 2013 Ted Sarandos, il co-CEO di Netflix, disse che l’obiettivo dell’azienda era quello di «diventare HBO prima che HBO diventi noi». All’epoca il settore dello streaming era ancora agli albori e Netflix doveva affermarsi proponendo contenuti di qualità, come appunto quelli per cui era nota HBO, network produttore di molte serie storiche. Netflix riuscì nel suo intento, diventando il principale servizio di streaming al mondo, anche se a un certo punto abbandonò le ambizioni autoriali destinando le proprie risorse in maggioranza a contenuti più dozzinali. Negli ultimi anni, però, nel mercato dello streaming è emerso un nuovo concorrente, YouTube, che sta cambiando le abitudini televisive di milioni di persone, spingendo Netflix ad adattarsi.
Da più di vent’anni YouTube permette a chiunque di pubblicare video online, attirando col tempo utenti di ogni tipo, dai più occasionali ai creator professionisti. Da tempo, però, la piattaforma non è più nota solo per contenuti brevi e di scarsa qualità: negli ultimi anni in particolare YouTube ha iniziato a prediligere i video lunghi, sia perché permettono l’inserimento di più pubblicità, sia perché sempre più persone accedono all’app dalla televisione, grazie alla diffusione delle smart tv.







