Netflix sta valutando l'introduzione di canali sempre accesi, che trasmetterebbero in continuo film e serie selezionati senza costringere l'utente a cercare cosa guardare. A riferire le discussioni interne � il Wall Street Journal, secondo cui l'azienda ragiona in parallelo sulla vendita di abbonamenti a servizi concorrenti direttamente dalla propria app. All'origine di entrambe le mosse c'� un dato che preoccupa: il coinvolgimento degli abbonati d� segni di calo. I canali immaginati riproporrebbero programmi scelti o raggruppati per genere, in un flusso senza interruzioni, e comparirebbero come riquadri nella schermata principale accanto al catalogo on-demand. � un ritorno alla logica della vecchia TV lineare da parte dell'azienda che pi� di ogni altra ha spinto gli spettatori ad abbandonarla, e ricorda da vicino piattaforme gratuite come Pluto TV e Tubi. Con una differenza sostanziale nel modello: quei servizi sono gratuiti perch� interamente sostenuti dalla pubblicit�. Un nuovo spazio per la pubblicit� Ma la pubblicit� � proprio uno dei motivi d'interesse: un palinsesto che scorre senza sosta apre un nuovo spazio per inserzioni che lo spettatore non pu� saltare. Il piano con pubblicit� di Netflix, sempre pi� diffuso, costa oggi 6,99 euro al mese, e ogni superficie pubblicitaria in pi� � una leva di ricavo. Sul fronte dei pacchetti, l'azienda ha esplorato l'inclusione di servizi in abbonamento di terzi, fra cui Peacock di NBCUniversal, da vendere dalla propria app come gi� fanno da tempo Amazon e Apple. Anche questo segna una distanza dalle origini per un servizio che ha costruito la propria identit� sull'essere destinazione unica. Il nodo del coinvolgimento Il coinvolgimento, ossia quanto a lungo si guarda e con quale frequenza si porta a termine un film o una serie, � oggi la metrica di riferimento a Hollywood: un abbonato che consuma molto � un abbonato che difficilmente disdice. � la ragione per cui il suo cedimento, emerso come tema ricorrente nelle riunioni interne, spinge l'azienda a cercare contromosse. Il quadro si lega a un'altra difficolt�: Netflix sta cercando di capire perch� le seconde stagioni delle sue serie registrino cali di ascolti significativi. Nel frattempo il catalogo si � aperto a formati diversi dalla serie di prestigio, come i video podcast e i contenuti prodotti da editori digitali quali BuzzFeed e Cond� Nast, pensati per restare accesi sullo sfondo senza chiedere attenzione piena. Nessuna delle idee sui canali e sui pacchetti � per� stata confermata: per ora restano discussioni interne, e l'azienda non ha commentato.