Dall'infortunio che rischiò di interrompere la sua carriera alle Olimpiadi di Atlanta del 1996 al nuovo incarico ai vertici della Nazionale italiana di calcio. Trent'anni dopo, Diana Bianchedi entra nella storia dello sport italiano con un altro primato: sarà la prima donna a ricoprire il ruolo di capo delegazione della Nazionale maschile. A sceglierla è stato il neopresidente della Figc Giovanni Malagò, che completa così la squadra del nuovo corso azzurro guidato dal ct Roberto Mancini.
Una “rivoluzione culturale”, l'ha definita Malagò in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. “Una scelta che risponde a un'esigenza o, meglio, richiesta degli appassionati, della gente, degli italiani. Diana gode di prestigio e credibilità internazionale”, ha spiegato il presidente federale. Bianchedi raccoglie un incarico che negli ultimi anni è stato ricoperto da figure simbolo del calcio italiano come Gigi Riva, Gianluca Vialli e Gianluigi Buffon.
Milanese, 56 anni, Bianchedi arriva al calcio dopo una lunga carriera prima da atleta e poi da dirigente. Da fiorettista ha vinto due ori olimpici a squadre, a Barcellona 1992 e Sydney 2000. In mezzo c'è il 22 luglio 1996, quando durante i Giochi di Atlanta si rompe il tendine d'Achille. Un infortunio gravissimo che non le impedisce di tornare in pedana e, quattro anni dopo, conquistare il secondo titolo olimpico insieme a Valentina Vezzali e Giovanna Trillini.










