Il sidro, cavalcando il boom del low alcol, è anche la nuova ossessione della mixology.

Basta vedere i numeri: il giro d’affari in Europa che nel 2026 arriverà a toccare 6,47 miliardi di dollari, per raggiungere gli 8,9 miliardi di dollari entro il 2034.

Paesi leader nella sua produzione sono il Regno Unito e l’Irlanda, seguiti dai mercati storici come la Francia (Normandia e Bretagna) e la Spagna (Asturie).

L’Italia è tra i territori a più rapida crescita grazie al boom del sidro artigianale di montagna come quello dell'Alto Adige. {mfimage} Sidro italiano, una nicchia di eccellenza In Italia il sidro rappresenta una piccola produzione perlopiù artigianale che si attesta tra i 1,5 e i 2 milioni di litri l’anno (15mila-20mila ettolitri) con circa 100 produttori attivi lungo tutta la Penisola, concentrati prevalentemente nelle regioni dell'arco alpino e del Nord Italia.

Forte del territorio contiguo coltivato a mele più vasto d'Europa, l’Alto Adige domina il mercato con una quota produttiva di oltre il 70% (200mila-350mila litri l'anno).