I "conti" con la sconfitta elettorale, il nuovo corso del partito, la sfida delle politiche e il traguardo di un parlamentare aretino, la nomina del direttore generale della Asl nel dopo-Torre. Cuce temi, sollecitazioni e analisi, nella trama del Pd: Vasco Giannotti, ex parlamentare, lo fa da politico di lungo corso e mette sul tavolo della discussione una visione che va oltre il campo largo che "alla fine è diventato un recinto".

Giannotti, nella direzione provinciale la segretaria Croci ha tracciato la road map: nuovi innesti nella segreteria coinvolgendo i giovani e conferenza programmatica in autunno per lanciare la ripartenza. La convince?

"Credo che la priorità dopo la sconfitta subìta dal Pd era quella di aprire una larga discussione; non è ancora avvenuto e per ora non è alle porte. Ma soprattutto serviva porre da subito le basi per una grande operazione di rinnovamento".

Come e su cosa?

"Facendo tesoro dell’unico dato positivo che abbiamo visto in campagna elettorale: la partecipazione di molti giovani. La prima cosa che avremmo dovuto fare dopo il voto era riprendere contatti e aprire le porte del partito. E questo vuol dire consegnare proprio a loro ruoli di responsabilità in un partito che dopo la sconfitta deve avere l’intelligenza di aprirsi alla città e promuovere nuove classi dirigenti. Ricordo che io a 27 anni fui chiamato a dirigere il Partito Comunista di Arezzo che all’epoca aveva ventisettemila iscritti".