Imprese del turismo in crescita, ma senza personale: in Lombardia il 52,8% delle figure richieste per far fronte alla domanda turistica estiva risulta di difficile reperimento. Un problema che è comune al mondo del lavoro, ma che nel turismo è anche più spiccata, visto che la difficoltà di reperimento supera di 4,7 punti percentuali la media del 48,1% registrato per il totale delle assunzioni programmate nell’economia regionale tra luglio e settembre 2026, come evidenziato dall’Osservatorio Mpi Confartigianato Lombardia.

Secondo i bollettini provinciali di Unioncamere – Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Sistema Informativo Excelsior, ci sono differenze tra le varie province. Per il solo ambito delle attività di ristorazione la difficoltà di reperimento supera il 50% a Bergamo (52,1%), Como (52,4%), Cremona (51,6%), Pavia (54,5%), Varese (54,1%). A Brescia si viaggia sul 45,4% a Brescia, 43,1% a Lecco, 45,5% a Monza, mentre sono sotto il 40% Lodi (36,1%), Mantova (38,2%), Milano (39,8%), Sondrio (28,8%).

Nel complesso, le assunzioni programmate nei servizi di alloggio, ristorazione e turistico per il trimestre fra luglio e settembre sono 36mila, il 3,7% in più dello stesso periodo del 2025, ma con una dinamica che perde di vivacità rispetto al trimestre giugno-agosto quando cresceva del 6,2%.