Il rombo della sua CFMoto 450Mt, con un mazzo di ortensie azzurre e rose adagiato sul cupolino, ha rotto il silenzio per l’ultimo saluto, seguito poi da un lungo applauso e dal suono delle moto accese dei tanti amici che si sono stretti attorno alla mamma e alla sorella di Mauro Ducceschi. Così la comunità di Prunetta ha abbracciato la famiglia del giovane, morto la sera di giovedì, all’età di 24 anni, a causa di un malore improvviso al termine della sua giornata di lavoro, come commesso della macelleria di Prataccio.

Una folla composta di centinaia di persone si è radunata davanti alla chiesa di San Basilio, troppo piccola per contenere i tanti giovani, amici, conoscenti e cittadini arrivati anche dai paesini di montagna vicini per condividere il dolore della morte del ragazzo. Davanti al sagrato, la bara in legno chiaro ricoperta di rose rosse e bianche è stata accarezzata da chi, quel ragazzo, lo aveva visto crescere a Prunetta.

"Una tristissima circostanza ci ha raccolti tutti qui attorno a nostro fratello Mauro – ha detto don Riccardo nella sua omelia, rivolgendosi con commozione alla mamma e alla sorella –. Un dolore enorme che può degenerare nel baratro della disperazione e questo noi non possiamo permetterlo. Ma dove trovarla la consolazione? Nelle parole della fede e nel pensiero che Mauro riposa in pace. Noi preghiamo per te, carissimo". Tanta la commozione, le lacrime e le parole singhiozzate nel ricordo del ragazzo.