HomeEsteriStallo su Hormuz. L’Iran agli Usa: risarciteci: "Altrimenti non riapriamo"Il capo di Stato maggiore americano frena Trump: "Serve una via d’uscita". Il politologo iraniano Abdolmohammadi: la Nato sunnita agita Teheran.Un murale lungo le strade di Teheran che inneggia ad Ali Khamenei, ucciso nei raid del 28 febbraio scorsoRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciUna regione in attesa e in evoluzione, dove alcuni attori guardano all’immediato, altri sono già proiettati nel Medioriente di domani. Fra chi vive alla giornata ci sono di sicuro le due parti in guerra, gli Stati Uniti da una parte e l’Iran dall’altra. L’accordo sullo Stretto di Hormuz, la cui firma sembra imminente da giorni, ancora non c’è. In compenso gli attacchi degli Usa alle navi che cercano di forzare il blocco continuano. Ieri l’agenzia stampa omanita ha diffuso una dichiarazione nella quale si legge che i negoziati sul passaggio "stanno proseguendo positivamente", dall’altra parte, però, chiede espressamente alle due parti di astenersi da "qualsiasi azione che possa comprometterne il successo".
Da Teheran continuano a tenere la linea dura, così dura da pensare che, anche con l’accordo firmato, la situazione potrebbe tornare a degenerare nel giro di qualche giorno. Ieri il ministro degli Esteri, Abbas Aragchi, ha dichiarato apertamente che Teheran non accetta più il precedente sistema di separazione del traffico (Tss) utilizzato dalle navi in transito nello Stretto e che con l’Oman si sta discutendo di una rotta temporanea. Ma, anche in quel caso, la riapertura rimane vincolata all’accettazione da parte degli Stati Uniti delle condizioni poste dalla Repubblica Islamica tra cui un risarcimento da parte degli Usa. L’Iran, o almeno questo regime, però, sembra sempre più accerchiato.












