Il caso. 09 agosto 2026 alle 00:45Le opposizioni attaccano. L’assessora: il nuovo appalto ci consentirà di intervenire meglio
In via Catalani i sacchetti sono poggiati accanto al cestino, come se quello fosse il loro posto. Non lo è. In via Eroi d’Italia, a Pirri, ce ne sono altri, uno squarciato, con bottiglie e avanzi di cibo sparsi sull’asfalto. In via San Giovanni, all’angolo della strada, l’ennesimo cumulo di sacchetti aspetta che siano gli altri a ripulire.È la geografia dell’inciviltà che attraversa Cagliari: Sant’Elia, Is Mirrionis, San Benedetto, Pirri, la Marina. Cambiano le strade e i quartieri, non cambia il gesto di incivilita e maleducazione. C’è sempre qualcuno che decide che il marciapiede, un’aiuola o lo spazio attorno a un cestino possano diventare la sua pattumiera. Spesso è sufficiente il primo sacchetto per dare il via libera agli altri. Uno diventa due, poi cinque, fino a trasformare un angolo di strada in una piccola discarica. Gli operatori ripuliscono, gli incivili ricominciano. «Quando il sindaco dice che Cagliari è più pulita», qualche giorno fa, «mi chiedo quale città stia guardando perché quella che vediamo ogni giorno è un'altra: sacchetti abbandonati, cestini stradali utilizzati come contenitori per i rifiuti domestici e situazioni di degrado che continuano a ripresentarsi in diversi quartieri», denuncia Giuseppe Farris, CiviCa 2024. «Eppure la Regione trasferisce al Comune 3 milioni di euro all'anno per tre anni per la gestione dei rifiuti abbandonati, ma nel 2026 vengono utilizzati anche per servizi finalizzati a contenere il peso della Tari», aggiunge.






