Non è solo il costo della benzina ad allarmare i repubblicani in vista delle elezioni di medio termine a novembre. Il carovita degli ultimi mesi, in parte aggravato dalla guerra contro l'Iran, ha colpito infatti uno dei capisaldi dell'alimentazione americana, il burrito. La specialità messicana - riso, fagioli, carne e altri condimenti avvolti in una tortilla - è molto amata negli Stati Uniti come un pasto equilibrato, di conforto e soprattutto economico, Ma adesso è arrivato a costare fino ai 20 dollari, rispetto a 6-13 di qualche settimana fa.
Tutto è iniziato quando il portavoce dell'organizzazione conservatrice Turning Point Usa, ha riportato la lamentale di uno studente universitario sull'aumento del prezzo del burrito.
"Gran parte è una conseguenza del Covid e dell'inflazione dell'era Biden", ha scritto Andrew Kolvet su X, "ma la percezione è questa: si ha semplicemente la sensazione che le cose essenziali costino troppo". Il post ha rapidamente guadagnato popolarità online, scatenando il dibattito su inflazione, accessibilità economica e sulla serietà con cui i politici prendono in considerazione le preoccupazioni degli elettori. La discussione si è accesa ulteriormente quando l'opinionista conservatore Ben Shapiro ha contestato l'idea che un burrito possa costare 20 dollari dando la colpa ai giovani che "non sanno vivere".









