Programmi che vanno avanti e programmi che, invece, si fermano perché “economicamente non vantaggiosi” o privi di presupposti. Sono quelli legati al progetto “Energie rinnovabili per la sostenibilità nel settore idrico lucano”, nato dalla collaborazione tra Regione e compagnie petrolifere ed avviato nel 2024. Obiettivo: abbattere la bolletta di Acquedotto lucano. Un piano articolato, frutto degli accordi per le compensazioni ambientali sulle estrazioni, inizialmente costituito tra tre interventi ed oggi, dopo ulteriori approfondimenti e verifiche sullo stato di avanzamento, ridotto ad un solo progetto: quello che riguarda il Comune di Aliano dove sarà realizzato un impianto di rinnovabili per la produzione di energia elettrica destinata ad Al appunto. I dettagli sull’intervento sono stati ufficializzati nel corso del Tavolo tecnico permanente sugli accordi per i progetti di sviluppo, e ratificati con una delibera della Giunta regionale approvata ieri, con cui è stato demandata “ai competenti uffici della Regione Basilicata l’adozione di tutti gli atti amministrativi conseguenti alle determinazioni assunte dal Tavolo tecnico permanente”.

Tra queste determinazioni, anche quelle che hanno visto il via libera al progetto di Aliano perché – come spiegato nel verbale del Tavolo tecnico – “presenta condizioni tali da consentirne la prosecuzione, pur richiedendo alcuni adeguamenti conseguenti alle prescrizioni emerse durante il procedimento autorizzativo” e la “bocciatura”, invece, degli altri due interventi. Il primo previsto nel comune di Irsina, fermato perché “allo stato attuale, non risulta concretamente realizzabile, in quanto le valutazioni tecniche svolte, alla luce degli approfondimenti effettuati, hanno evidenziato che l’intervento richiederebbe il verificarsi di presupposti e condizioni che, allo stato attuale, non risultano sussistenti”. Il secondo nel comune di Lavello ritenuto “non economicamente vantaggioso, in quanto, nel corso delle valutazioni tecniche, sono emerse rilevanti criticità connesse alla connessione alla rete elettrica, tali da determinare un significativo incremento dei costi di realizzazione e da compromettere il rapporto tra i costi dell’investimento e i benefici conseguibili, rendendo l’intervento non sostenibile sotto il profilo tecnico-economico”. Ad andare avanti, quindi, è l’opera di Aliano, che prevede la realizzazione, di un impianto di produzione di energia da fonti rinnovabili (fotovoltaico), con una potenza di 23,253 megawatt di picco, con un contributo delle società Eni e Shell di 21 milioni e 300mila euro (il programma complessivo prevedeva un investimento di 55 milioni di euro).