Un’analisi attribuisce a reti di account legati alla propaganda del Cremlino un ruolo nell’amplificazione delle narrazioni anti-immigrazione durante la crisi di Ceuta, parte di un ecosistema ormai stabile e pronto ad attivarsi a ogni crisi europea (e non solo)
Quanto avvenuto negli scorsi giorni nell’enclave spagnola di Ceuta è stato accompagnato da una massiccia offensiva informativa online, nella quale account riconducibili alla propaganda russa avrebbero contribuito ad amplificare narrazioni della destra radicale sull’immigrazione. È quanto emerge da un’analisi realizzata dal gruppo specializzato nel contrasto alla disinformazione “411”, secondo cui i contenuti diffusi da questi profili hanno raggiunto centinaia di migliaia di utenti nelle ore immediatamente successive all’inizio della crisi.
Secondo i ricercatori, la campagna sarebbe partita il 1° agosto, all’indomani del tentativo di decine di migliaia di migranti di attraversare il confine tra il Marocco e Ceuta. I messaggi descrivevano gli eventi come un “assalto organizzato” all’Europa, sostenendo che le autorità fossero complici o incapaci di reagire. In numerosi casi, tali narrazioni sono state accompagnate da contenuti islamofobi e da teorie del complotto.










