“Non ho partecipato all’aggressione, anzi mi sono avvicinato per dividerli”. È quanto dichiarato al gip da Abdoul Malik Fall, 19 anni di Foggia, ai domiciliari dal 23 luglio quando fu arrestato insieme all’amico coetaneo Aldo Marco De Gironimo per un’aggressione a sfondo omofobo ai danni di un giovane della provincia. Fu picchiato la notte sul 7 marzo 2026 all’uscita da un bar di piazza Mercato, nella zona della movida e finì in pronto soccorso con prognosi di 7 giorni. Calci e pugni a volto e costato da parte del branco composto da 4 giovani (oltre ai due arrestati c’è un minorenne la cui posizione è vaglio della Procura per i minori di Bari e una quarta persona rimasta ignota) accompagnati da insulti e minacce: “siede due r… omosessuali, siete gay, due femminucce, dovete sparire dalla faccia della terra. A Foggia non vengono ben visti i ri…”.
Ma le dichiarazioni d’innocenza del presunto aggressore non hanno modificato il quadro probatorio; è quanto sostenuto dal gip Loretta Plantone che ha rigettato la richiesta di scarcerazione e in subordine di una misura cautelare meno grave (obbligo di firma o di dimora) avanzata dall’avv. Giovanni Marseglia al termine dell’interrogatorio di garanzia di Fall. Per il legale lo stato di incensuratezza, i chiarimenti forniti dall’indagato e l’insussistenza del rischio di inquinamento delle prove hanno attenuato le esigenze cautelari. Di diverso avviso il giudice che concordando col collega Armando Dello Iacovo firmatario dell’ordinanza cautelare, ritiene ancora sussistente il pericolo di reiterazione del reato viste circostanze e movente del pestaggio, collegato “all’indole inguaribilmente violenta e omofoba degli indagati” come si legge nel provvedimento di cattura.






