Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiLa sinistra in Francia ha perso il primato di forza politica principale garante dei diritti dell'elettorato LGBTQ+: in vista delle elezioni presidenziali del 2027, una quota crescente di questi elettori dichiara infatti di preferirle la destra di Marine Le Pen.

Secondo gli ultimi dati demoscopici dell'istituto Ifop, circa il 27% degli elettori LGBT+ francesi voterebbe per il Rassemblement National alle prossime elezioni: dieci punti percentuali in più rispetto al risultato del 2022. Al secondo posto nelle preferenze si colloca l'area centrista di Emmanuel Macron. La restante parte dell'elettorato si divide tra i partiti di sinistra, a partire dalla France Insoumise di Mélenchon, gli ambientalisti e l'astensione. Ma come si spiega questo cambio di rotta di una parte della comunità LGBTQ+? Lo spostamento di voto, definito da alcuni analisti come homonationalisme, non sarebbe legato principalmente a ragioni ideologiche, ma a una crescente domanda di sicurezza, alimentata dalla percezione dell'immigrazione e dell'islamismo radicale come minacce allo stile di vita occidentale e ai diritti della stessa comunità omosessuale. Del resto, le cronache, senza nemmeno uscire dai confini della vecchia Europa, sono ricche di episodi di violenza e discriminazione nei confronti di persone il cui orientamento sessuale o i cui stili di vita non sono conformi a determinati precetti. In gioco ci sono la libertà di essere se stessi e il diritto a non essere discriminati per il proprio orientamento sessuale, ma anche il diritto a essere tutelati dallo Stato e a vivere in una società sicura: la cifra del nostro modello di civiltà.