«Desidero precisare con forza che quelle che definiscono minacce, sono state unicamente momenti di sfogo emotivo di genitori devastati dal dolore. In alcun modo si è trattato di minacce reali o intenzione di far del male a qualcuno: chi vive un dramma simile merita di essere compreso nella propria disperazione, non frainteso». A parlare è Enza Cossentino la mamma di Martina Carbonaro, la quattordicenne uccisa a colpi di pietra dall'ex fidanzato Alessio Tucci, ad Afragola in provincia di Napoli. A lei, e a suo marito, Marcello Carbonaro, il GIP di Napoli nord ha imposto un braccialetto elettronico e un divieto di avvicinamento alla famiglia Tucci.

«Provengo da una famiglia che ha sempre servito lo Stato, - spiega la donna - figlia di un Maresciallo dei Carabinieri Comandante di Stazione e cresciuta tra avvocati e giornalisti: il rispetto della legge, della giustizia e delle istituzioni è un valore che appartiene alla mia storia e alla mia educazione. Proprio per questo rispetto, accetto e accetterò ogni misura decisa dal Giudice, compresa l'applicazione del braccialetto elettronico. Lo indosserò con assoluta serenità, perché non ho nulla da nascondere e la mia condotta è sempre stata e continuerà a essere d'esempio e di totale trasparenza. Se questo è il prezzo da pagare nel percorso verso la verità, lo porterò a testa alta». «La mia attenzione, la mia vita e la mia battaglia non si distrarranno mai dal vero e unico obiettivo: ottenere giustizia per la mia piccola Martina e far sì che vengano accertate tutte le responsabilità, individuando chiunque abbia avuto un ruolo o sia stato complice nella sua morte. Alla mia bambina l'ho promesso e intendiamo mantenerlo», conclude Fiorenza Cossentino.