Ancora due morti sul lavoro in un bollettino che nella prima metà del 2026 contava già 342 vittime, stando ai dati provvisori dell’Inail. Il primo a Capalle, nel comune fiorentino di Campi Bisenzio, dove un uomo di 61 anni è morto in un’azienda di imballaggi. Mentre a Calanna, in provincia di Reggio Calabria, un elettricista di 40 anni è rimasto folgorato montando delle luminarie per una festa cittadina.
A Campi Bisenzio, l’allarme è scattato intorno a mezzanotte di ieri. Secondo una prima ricostruzione, il lavoratore originario dello Sri Lanka stava movimentando materiale con un muletto nel piazzale della Capp Plast di via Nenni che produce contenitori, pallet e imballaggi in plastica, quando, scendendo dal veicolo, è rimasto travolto da un pallet pieno di sacchi di materiale che gli si è ribaltato addosso. Sul posto sono intervenuti i sanitari del 118, i carabinieri, i vigili del fuoco e il personale della prevenzione sugli infortuni sul lavoro della Asl Toscana centro.
Niente da fare anche per Antonino Fabio Calabrò, il 40enne originario di Rosalì, frazione a nord di Reggio Calabria, che nella serata di giovedì era impegnato insieme ad altri operai a collegare le luminarie alla rete elettrica per conto di un’impresa privata, quando è stato raggiunto da una scarica. I tentativi di rianimazione del 118 sono stati vani e ai soccorritori non è rimasto che constatare il decesso dell’uomo. Sul posto sono intervenuti anche i carabinieri della stazione locale che hanno eseguito i rilievi, mentre il sostituto procuratore di turno ha aperto un’indagine per ricostruire la dinamica dell’incidente.












