Secondo il quotidiano britannico, la vicenda risale agli anni in cui l'attuale numero uno della Fifa era segretario generale in Europa. L'allora presidente Michel Platini avrebbe posto un aut aut, costringendo la donna a farsi da parte con una liquidazione a sei cifre
Non c’è tregua per Gianni Infantino. In un momento in cui la sua leadership ai vertici del calcio mondiale appare sempre più scricchiolante – complice il recente «no» di Uefa e Concacaf al suo progetto di aprire i Mondiali agli investitori privati –, una nuova bufera mediatica si abbatte sul cinquantaseienne svizzero. Questa volta, però, le accuse non riguardano la geopolitica del pallone, ma la sua vita privata e la gestione dei fondi europei. A lanciare la bomba è il Daily Telegraph, secondo cui l’Uefa avrebbe versato una buonuscita a sei cifre a una ex dipendente, che si sarebbe rivelata amante di Infantino ai tempi in cui era segretario generale (2009-2016).
L’aumento di stipendio e il Master d’oro
Stando a quanto rivelato dal quotidiano britannico, durante gli anni in cui Infantino ricopriva il ruolo di segretario generale a Nyon (tra il 2009 e il 2016), l’Uefa avrebbe staccato un assegno a sei cifre per liquidare un’ex dipendente. Il motivo? La donna sarebbe stata l’amante di Infantino, il quale è sposato dal 2001 e ha quattro figli. Nel periodo della presunta relazione extraconiugale, la dipendente avrebbe beneficiato anche di una promozione e di un corposo aumento salariale del 30%, arrivando a guadagnare circa 160 mila franchi svizzeri. Ma non è tutto. Al momento del suo addio all’Uefa, l’organismo europeo le avrebbe addirittura finanziato un Master in business administration da 45 mila sterline l’anno. Infantino, inoltre, avrebbe mosso i fili delle sue conoscenze per ricollocarla nel mondo del lavoro.










