Secondo un’inchiesta del quotidiano britannico The Telegraph la UEFA, la confederazione che riunisce le 55 federazioni europee di calcio, pagò una buonuscita a una dipendente che sarebbe stata l’ex amante di Gianni Infantino, segretario dell’organizzazione dal 2009 al 2016 e poi diventato presidente della FIFA, l’ente che governa il calcio globale.

Durante la loro presunta relazione, Infantino avrebbe fatto in modo che la donna venisse promossa in un ruolo più prestigioso e con uno stipendio più alto. Secondo le fonti del Telegraph, l’allora presidente della UEFA Michel Platini avrebbe chiesto conto a Infantino della relazione, e a quel punto sarebbe stato deciso di licenziare la donna con una buonuscita «a sei zeri» (ossia da almeno un milione). In seguito la UEFA avrebbe anche pagato alla donna un master universitario. La sua identità non è stata resa pubblica.

La UEFA ha confermato entrambi i pagamenti (la buonuscita e il corso universitario), sostenendo che fossero conformi ai regolamenti dell’epoca, e ha detto di essere a conoscenza dei sospetti di una relazione fra la donna e Infantino. Infantino, che è sposato e ha quattro figlie con sua moglie, ha negato qualsiasi comportamento illecito.