Giovanni M. Jacobazzi

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Il presidente del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte durante lÕaudizione in commissione dÕinchiesta sulla gestione dellÕemergenza Covid presieduta da Marco Lisei (sx), Roma, Gioved“ 6 Agosto 2026 (Foto Roberto Monaldo / LaPresse)

President of Five Stars Movement Giuseppe Conte during the hearing in the inquiry commission on the Covid emergency management chaired by Marco Lisei (left), Rome, Thursday 6, 2026 (Photo by Roberto Monaldo / LaPresse)

In politica cambiare idea è legittimo. Riscrivere la propria storia, molto meno. Per questo, il comunicato diffuso ieri da Pd, M5S, Avs e Italia Viva, dopo l’audizione il giorno precedente di Giuseppe Conte davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid presieduta dal meloniano Marco Lisei, lascia francamente sbalorditi. Non tanto per le parole di dem, contiani e verdi, perfettamente coerenti con le rispettive posizioni politiche, quanto per la firma di IV. Nel documento si legge che Conte, la cui audizione proseguirà il mese prossimo, avrebbe “ristabilito la verità”, “restituito dignità alla politica”, “spazzato via fake news”, e che “la destra dovrebbe arrendersi” al fallimento della propria “crociata”. Di fatto, una difesa pancia a terra dell’ex presidente del Consiglio.