Il modello Albania, per la gestione dei migranti irregolari in Europa destinati al rimpatrio, potrebbe prendere piede in Ruanda. Il Paese africano ha confermato all’agenzia France press di aver avviato “discussioni preliminari” con l’Italia e altri Stati europei. “Nulla è stato ancora deciso”, ha dichiarato la portavoce del governo ruandese Yolande Makolo, senza indicare i Paesi coinvolti. Giovedì, riporta il Corriere della Sera, Makolo aveva già riferito alla radio Royal FM di colloqui con Roma: “Stiamo trattando”. Tra le ipotesi il modello dell’Etm di Gashora, il Meccanismo di transito d’emergenza istituito nel 2019 da Ruanda, Unione Africana e Unhcr. Tuttavia, l’Etm è un programma umanitario per i rifugiati e richiedenti asilo provenienti dalla Libia. Mentre l’Italia e l’Europa cercano una soluzione per gestire gli immigrati in Ue destinatarie di un ordine di rimpatrio, senza i titoli per restare nel Vecchio Continente.
La conferma dal governo di Kigali è giunta tre giorni dopo la proposta sul tavolo del Consiglio Europeo, il 4 agosto con i ministri degli Interni. In quella sede, Matteo Piantedosi ha invocato il modello Albania, per gestire all’esterno dei confini europei le procedure d’asilo e i rimpatri. Le trattative, stando al Corriere, coinvolgono tre Paesi africani: Ruanda, Uganda e Ghana. Roma vuole condividere con l’Europa l’impegno di esternalizzare, in parte, la gestione dei migranti.











