Si muove l’Argentina. Si affianca il Messico, come Totò con il megafono, arriva l’annuncio: «Voto Gianni, voto Infantino». I due governi calcistici di Buenos Aires e di Città del Messico ringraziano e riveriscono il presidente della Fifa annunciando il loro voto nelle prossime elezioni, Infantino ha ricoperto di doni gli argentini in Qatar e si è ripetuto nell’ultimo mondiale, quando l’Egitto aveva realizzato il secondo gol ai campioni in carica, le telecamere avevano sorpreso Infantino con espressione sconcertata e preoccupata, non poteva finire così e infatti così non finì, gli egiziani a casa e gli argentini verso la finale. A proposito della quale resta in piedi il provvedimento discplinare nei confronti di Paredes e Fernandez e così degli altri calciatori sia per avere esposto uno striscione che ricordava le Malvinas argentinas sia per il comportamento scorretto e antisportivo tenuto durante la cerimonia di premiazione degli spagnoli. Quest’ultimo accadimento é sfuggito all’Infantino che era strapreso dal ruolo di premiante e di badante di Donald Trump nella consegna di coppe e medaglie.Tra l’altro la federcalcio argentina ha deciso che il 15 luglio è la nuova data di festa calcistica nazionale, ricorrenza della vittoria sull’Inghilterra, per la proprietà transitiva Infantino sarà l’ospite gradito e designato. Anche la confederazione africana si schiera a favore del presidente, ci mancherebbe pure considerato il fatto che il Marocco ospiterà il mondiale del 2030 e ha ricevuto garanzie per ospitare la finale del torneo, vincendo la concorrenza della Spagna campione del mondo e del Santiago Bernabeu. Ma c’è chi non abbassa la testa e non si genuflette, Galles e Inghilterra hanno preannunciato voto contrario ma c’è chi va ancora più in là, la tostissima Lise Klaveness, presidente della federcalcio norvegese, ha detto chiaramente: «Non ci fidiamo più di Infantino, la fiducia è ormai persa, non c’è possibilità di tornare indietro. Ci troviamo in un momento di forte polarizzazione e di caos a livello globale. Per questo gli chiediamo di dimettersi immediatamente, affinché la comunità calcistica mondiale possa guardare avanti. Noi lo abbiamo votato nel 2023 ma speravamo di sostenerlo, è stato eletto per attuare le riforme di cui era statom promotore. Ma non l’ha fatto e ora gli chiediamo di dimettersi». Si attende una voce, un respiro, un sussurro anche dalla nostra federcalcio. Ad maiora.
Infantino, Argentina al suo fianco. L'Italia resta alla finestra
Primi sostegni per il presidente Fifa ma Galles, Inghilterra e Norvegia sono contro










