Per l'autunno, davanti a tutto questo calore immagazzinato, il rischio è quello di trovarsi davanti a eventi estremi. L'analisi su Il Messaggero
Il grande caldo non molla la presa. Per vedere una flessione più consistente delle temperature servirà attendere Ferragosto, anche se la vera svolta climatica non arriverà prima di una decina di giorni. L’Italia rimane stretta nella morsa della quarta ondata di calore: oggi e domani sono ben 19 le città da bollino rosso sulle 27 monitorate dal Ministero della Salute (tra cui Roma, Napoli, Firenze e Bologna). Un quadro, riporta oggi Il Messaggero, che si complica sul fronte dei trasporti, con la giornata da bollino nero sulle autostrade per l’esodo estivo e le stime di Anas che prevedono fino a 25 milioni di veicoli in viaggio.
Impossibile avere previsioni precise
Davanti a queste temperature e all’imprevedibilità di cosa può portare tutto questo calore è diventato difficile fare previsioni meteo precise. Lo chiarisce a Il Messaggero Annalisa Di Bernardino, ricercatrice in fisica dell’atmosfera alla Sapienza di Roma. «Il meteo non sta diventando di per sé più imprevedibile. O meglio: i cambiamenti climatici contribuiscono sicuramente a rendere più eterogenea la meteorologia, però dall’altra parte siamo noi a volte che chiediamo alle previsioni una precisione che l’atmosfera non può sempre dare. Questo vale in primis sulla scala spaziale: noi ormai vogliamo delle previsioni localizzate in modo dettagliato, ma questo non è possibile. Ma vale anche sulla scala temporale, pretendiamo di sapere quando un determinato fenomeno atmosferico comincerà».










