A Fanpage.it il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia spiega come sta cambiando cosa nostra. Si serve di telefonini criptati per comunicare e il traffico di droga è anche sul dark web: “Oggi un’organizzazione criminale che vuole tornare ad affacciarsi sulla scena internazionale dei grandi traffici di droga ha bisogno della più moderna tecnologia”.
Cosa nostra è cambiata. Se una parte dei suoi affari continua a concentrarsi sui reati "tradizionali" dell'organizzazione criminale (come estorsioni e traffico di droga), dall'altra la mafia si è rinnovata sbarcando sul dark web e usando pagamenti in bitcoin. Oggi si parla di "padrino 4.0": è lo stesso che entra da un commerciante di Palermo per riscuotere il pizzo e appena fuori dal negozio usa i criptofonini per organizzare la vendita della cocaina sul web. Il mafioso oggi ha detto addio ai pizzini per comunicare e si è affidato agli spazi oscuri del web.
Per questo ad affiancare i magistrati antimafia oggi ci sono anche gli hacker. Ma cosa sta succedendo in cosa nostra tre anni dopo l'arresto di Matteo Messina Denaro? A Fanpage.it lo ha spiegato il procuratore capo di Palermo Maurizio De Lucia, che insieme al giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo hanno appena pubblicato il libro "La mafia che cambia – Dalle stragi ai bitcoin, Cosa nostra oggi". Procuratore, chi è il padrino 4.0?







