Il sistema antisismico installato nel 2024 sull’edificio della scuola Secondaria "Di Bartolo" di Buti si è attivato per la prima volta martedì quando la terra ha tremato a Pisa e provincia con una scossa di magnitudo 4.3. Le otto masse attive installate da Isaac hanno reagito in tempo reale al terremoto, rilevando il movimento della struttura e contrastandone le oscillazioni – si legge in una nota di Comune e Isaac – L’edificio è la prima scuola in Toscana protetta con questa tecnologia, progettata per ridurre di circa il 50% le oscillazioni durante un sisma". "L’impianto ha risposto come previsto e l’intero evento è stato registrato dalla nostra piattaforma di monitoraggio – spiegano dalla Isaac – con dati coerenti con quelli diffusi dall’Ingv".

L’intervento, completato nel 2024, è stato finanziato con 760.000 euro, di cui 536.000 provenienti dal Pnrr e "ha portato l’indice di sicurezza sismica dell’edificio da 0,51 a 0,8, superando l’obiettivo iniziale fissato a 0,6. Il sistema Active Mass Damper sviluppato da Isaac utilizza sensori che rilevano il movimento della struttura fino a mille volte al secondo e un algoritmo che coordina il movimento delle masse mobili installate in quota per generare forze opposte alle oscillazioni". A Buti sono installate otto unità, distribuite tra il sottotetto del corpo principale e la copertura del corpo adiacente, che lavorano come un unico sistema strutturale. Il caso della scuola di Buti era già stato presentato alla 18th World Conference on Earthquake Engineering nel 2024 in uno studio realizzato con la University of Washington. "Il sisma di Pisa ricorda che la prevenzione sismica non è rinviabile – dichiara Alberto Bussini fondatore e amministratore delegato di Isaac – A Buti è successo esattamente ciò per cui questa tecnologia esiste. La terra ha tremato, i sensori hanno rilevato la scossa e le masse attive sono entrate in funzione in tempo reale per contrastare le oscillazioni dell’edificio". "Una scuola è molto più di un edificio – conclude la sindaca Buti – è il luogo in cui una comunità cresce. A Buti abbiamo scelto di investire in una tecnologia che protegge studenti, personale e attività didattica, perché la prevenzione sismica è un dovere verso le famiglie e verso il futuro della nostra comunità".