| 5 Agosto 2026 14:02 |
3 minuti per la lettura
(Adnkronos) –
Nuovi dati sulla geologia della zona dalla scossa di terremoto di magnitudo 4.1 registrata ieri, martedì 4 agosto, nella provincia di Pisa e avvertita distintamente dalla popolazione. Gli esperti del gruppo di Sismologia dell’Università di Pisa hanno completato le prime analisi sull’evento e sulle repliche successive, individuando l’origine del sisma in una struttura sismica sepolta sotto la pianura pisana, a pochi chilometri dalla costa e a circa 9 chilometri di profondità.
L’evento principale si è verificato alle ore 10:15 locali (08:15 UTC). Sulla base delle registrazioni delle stazioni della rete sismica dell’Università di Pisa (le cui stazioni sono state acquistate dal Cisup all’interno del progetto Pnrr Etic), integrate con quelle delle reti nazionali Ingv e dell’Università di Genova, è stato localizzato pochi chilometri a sud-ovest di Pisa, in prossimità della costa, a una profondità ipocentrale di circa 9 km. Rispetto alle zone sismicamente più attive del Paese, questo evento è avvenuto in un’area che, in base al Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani (CPTI15), non ha ospitato in passato terremoti di magnitudo particolarmente elevata. L’unica eccezione di rilievo è il terremoto di Orciano Pisano del 14 agosto 1846, che con una magnitudo stimata di Mw 6.0 resta ad oggi l’evento più forte dell’area, almeno tra quelli conosciuti.













