HomeReggio EmiliaCronacaStu Reggiane: parte l’esposto di FdI: "Debito di 1,5 milioni col Comune"Il capogruppo dei meloniani Cristian Paglialonga ha segnalato la situazione alla Procura della Corte dei Conti "La società partecipata si è avvalsa di dipendenti pubblici senza versare nulla, la giunta non ha mosso un dito" .Da sinistra: il sindaco di Reggio, Marco Massari, e Luca Torri, ad di Stu Reggiane, controllata al 70% dal Comune e al 30% da Iren Smart SolutionsRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciUn esposto relativo alla gestione di un credito da 1,5 milioni di euro vantato dal Comune di Reggio nei confronti della società partecipata Stu Reggiane Spa. Lo ha inoltrato alla Procura regionale della Corte dei conti per l’Emilia-Romagna Cristian Paglialonga, capogruppo di Fratelli d’Italia in sala del Tricolore. Al centro della denuncia c’è il mancato recupero, dal 2016 al 2024, delle somme dovute dalla società (controllata al 70% dal Comune e al 30% da Iren Smart Solutions) come rimborso annuale per l’utilizzo del personale comunale, impiegato tramite una convenzione stipulata il 21 settembre 2016.

L’attività ispettiva del consigliere è scaturita dai rilievi della stessa Corte dei Conti, emersi in una delibera del 18 dicembre 2025, che aveva evidenziato profili di "diseconomicità" e "sovrapposizione d’interessi" nell’uso sistematico di dipendenti dell’ente senza personale proprio della società. Dall’accesso agli atti di Paglialonga è emerso in particolare che, pur in assenza di dipendenti propri, Stu Reggiane si avvaleva di dirigenti e funzionari del Comune, il cui costo veniva regolarmente calcolato, fatturato o iscritto nelle scritture contabili dal dirigente competente, l’architetto Massimo Magnani. Ciononostante, per un periodo di circa 8 anni la società non ha mai versato le quote dovute, portando il debito a oltre un milione e mezzo, cifra infine formalizzata con un accordo sottoscritto solo il 14 giugno 2024. Da due recenti delibere emerge che Stu Reggiane ha iniziato a saldare il debito, ma la cifra restituita arriva fino ad ora a poco più di 50.000 euro.