Il cantautore collaborava con i Viulan da mezzo secolo .Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciE’ il 1969, in una Bologna che suona, litiga, beve vino e inventa canzoni, due facce qualunque finiscono per darsi addosso davanti a un biliardino, sono Francesco Guccini e il musicista Lele Chiodi membro dei Viulan. Da quel tiro ad effetto nasce molto più di una sfida persa o vinta. Nasce un sodalizio umano e artistico che attraversa i decenni, le osterie, i palazzetti gremiti e i palchi di mezza Italia. Guccini ha già scritto Dio è morto, Chiodi invece è uno dei leader dei Viulan, un gruppo folk dell’Appenino Tosco Emiliano: "Con Francesco ci siamo sentiti anche una quindicina di giorni fa – racconta Chiodi – e speravo che mi potesse accompagnare ancora un po’ verso i cento anni, me ne mancano venti per arrivare in tripla cifra. Ci vedevamo spesso, e i momenti più belli e spassosi erano quelli in occasione dei compleanni del Maestrone. Salivo a casa sua con la tigelliera, fra un piatto e l’altro partivano i canti popolari finche la voce non decideva di andarsene dopo quattro-cinque ore di musica e divertimento. Momenti indimenticabili quelli con Francesco, e ora ci mancheranno".
Chiodi, amico fraterno: "Tigelle e canti popolari. Ora mi sento più solo"
Il cantautore collaborava con i Viulan da mezzo secolo .












