Elly Schlein studia la ripartenza dopo l'estate. C'è un appuntamento: il 6 settembre, a Martina Franca. E un accordo, che sta per definirsi, per rinviare il Congresso del Pd a dopo le politiche. In Puglia a inizio settembre, siamo in zona Francesco Boccia, è in programma la festa dell'Unità regionale. Per il programma ufficiale bisognerà attendere ancora qualche ora, ma la segretaria ci sarà, arriverà nella regione del presidente Antonio Decaro, due giorni dopo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – che da queste parti è solita trascorrere le vacanze – e ha scelto Bari per l'evento che celebrerà il suo governo come quello più longevo.Un incrocio utile, almeno mediaticamente, a rilanciare quella contrapposizione con Meloni che negli ultimi giorni si è offuscata, complice il passaggio parlamentare sulla Nec e quella risoluzione unitaria che si è intestata Giuseppe Conte (facendo infuriare i riformisti). Il leader del M5s si è preso la scena anche con il caso Delmastro, su cui il M5s ha battuto molto, con tanto di campagna social. E da ultimo con il botta e risposta di ieri con la premier, dopo l'audizione Covid,Schlein comunque non fa drammi, il suo sprint – assicura chi le è più vicino – arriverà, ma più avanti. Nel frattempo, tra tavoli per il programma e road map per le primarie, pensa a risolvere altre questioni interne, a partire dal Congresso del Pd. Secondo la statuto dem, l'articolo 8, il presidente del partito è tenuto a convocare l'assemblea sei mesi prima della scadenza del mandato del segretario. Quello di Schlein scade il 12 marzo 2027: il congresso andrebbe indetto insomma entro un mese. Tocca a Stefano Bonaccini farlo. Ma sarà con tutta probabilità rinviato, approvando un norma interna, il cui senso è che “nell’anno elettorale delle politiche, il congresso si tiene dopo lo svolgimento delle elezioni”. E' quello che spiegano al Foglio più fonti dem.Si tratta in ogni caso di un accordo - tra Schlein, il presidente del Pd e le altre anime del partito - che dovrà tener conto di tutte le sensibilità: quella del correntissimo Montepulciano (Franceschini-Orlando-Speranza) nato per sostenere Schlein, o per commissariarla secondo i più maliziosi, che un giorno pensa al federatore e un altro - sono le parole di Franceschini – dice "non c'è alternativa primarie". Quella riformista di Lorenzo Guerini e Giorgio Gori, e poi dell'area che fa riferimento proprio a Bonaccini (passata ormai nella maggioranza del partito). Un congresso d'altra parte rappresenterebbe un problema in più per il Pd, già alle prese con le continue fughe in avanti di Conte, al di là di un risultato che a oggi sembra scontato, nel segno della continuità. In nome dell'unità e di garanzie sulle prossime liste, il rinvio appare quindi non solo la soluzione "più probabile", ma anche quella più conveniente per tutti. Almeno fino ai risultati delle politche. Poi chissà.