TREVISO «Grazie, grazie, grazie». Non cerca parole complicate Patrizia, volontaria della croce rossa, per raccontare la storia di Eida Zancocchia, 102 anni compiuti lo scorso 17 aprile. Il suo è soprattutto un ringraziamento rivolto ai medici, agli infermieri, agli operatori sociosanitari e a tutto il personale del reparto di Geriatria dell’ospedale Ca’ Foncello diretto dal dottor Andrea Rossi.

Il medico di base dopo 21 anni deve lasciare il paese. I pazienti in rivolta lanciano la raccolta firme: «Vogliamo solo lui»

Il caso

Eida, quando è arrivata in ospedale alla fine di aprile, era in condizioni estremamente critiche. La bronchite comparsa nei giorni precedenti si era trasformata in una polmonite, compromettendo pesantemente la respirazione. A 102 anni, con un quadro clinico tanto grave, le speranze erano quindi ridotte al lumicino. Eppure, dopo quasi un mese di ricovero, Eida è tornata a casa. «Considerando la sua età e le condizioni nelle quali era arrivata, anche i medici hanno parlato di un miracolo», racconta Patrizia che da otto anni si prende cura della centenaria. Il ricovero è iniziato il 27 aprile ed è terminato il 24 maggio. Solo dieci giorni prima, Eida aveva festeggiato il suo centoduesimo compleanno con un pranzo a Mogliano insieme ai familiari. Già in quell’occasione, però, Patrizia aveva notato qualcosa di diverso. «Era un po’ pallida e affaticata - spiega -. Aveva tosse e catarro, disturbi che negli anziani possono sembrare quasi abituali. Nei giorni successivi, però, l’ho vista peggiorare, così ho deciso di accompagnarla al pronto soccorso».