Le ricerche della parola «bitcoin» su Google a livello globale sono diminuite di circa il 70% rispetto ai massimi storici dell'anno scorso.

Quasi inevitabile, visto che dal record di tutti i tempi toccato il 6 ottobre 2025 a 126.080 dollari la criptovaluta ha perso il 48,6%.

Come se non bastasse, se un tempo era ipervolatile, regalando così grandi delusioni, ma anche grandi opportunità agli investitori, dalla fine di giugno oscilla stabilmente nella fascia ristretta tra i 62.000 e i 65.000 dollari.

E se si allarga la prospettiva a un intervallo un po' più ampio (tra i 60.000 e i 70.000 dollari), il consolidamento laterale dura da oltre 300 giorni, il terzo periodo più lungo di stagnazione in una singola fascia di prezzo nella storia di questo asset.

In poche parole, il bitcoin è diventato noioso.