Gli amanti dei complotti si scateneranno leggendo la notizia e, complice i ricordi non ancora sopiti della pandemia e del “processo” negli Usa all’infettivologo Anthony Fauci, fioriranno le più disparate ipotesi e anche qualche fake news. In realtà lo studio pubblicato su Science e commentato in un articolo sul New York Times mostra ancora una volta le potenzialità dell’intelligenza artificiale nel campo della medicina e della ricerca scientifica. Il nuovo passo è avvenuto nel campo della biologia sintetica: per la prima volta è stata utilizzata per progettare interi genomi di batteriofagi funzionali, virus che infettano i batteri, dimostrando la possibilità di creare sistemi biologici complessi partendo esclusivamente da modelli computazionali. Nessun progresso della scienza può essere un pericolo, ma può essere pericoloso il suo eventuale utilizzo.

Il risultato è descritto in uno studio che impiega i modelli linguistici genomici della famiglia Evo, una nuova generazione di sistemi di IA addestrati non su testi, ma su milioni di sequenze di DNA provenienti da organismi appartenenti a tutti i domini della vita. Analogamente ai modelli linguistici utilizzati per comprendere e generare il linguaggio umano, Evo apprende le regole che governano l’organizzazione del materiale genetico, consentendo di progettare nuove sequenze biologiche mantenendone la funzionalità. Per realizzare i batteriofagi sintetici, i ricercatori hanno utilizzato come punto di partenza il virus naturale ΦX174, impiegandolo come modello di riferimento. L’intelligenza artificiale ha quindi generato migliaia di varianti genomiche complete, progettate per infettare il batterio Escherichia coli. Dopo la fase di progettazione digitale, i genomi più promettenti sono stati sintetizzati chimicamente e verificati in laboratorio.