Una stagione, quella del Lecce, nata in salita e che sembra diventare sempre più impervia. Tra i tifosi, sui social, sui blog, nei discorsi da bar, la domanda è «cosa sta accadendo?». In questa fase delicatissima della vita del club salentino, l’unico punto di riferimento sembra essere il presidente Saverio Sticchi Damiani, che tutto si sarebbe aspettato, dopo avere brindato alla quarta salvezza di fila in serie A, tranne che di dovere affrontare una tempesta dietro l’altra. Toccherà a lui, nelle prossime ore, chiarire da cosa sono scaturite le dimissioni di Sandro Mencucci. Quali dinamiche sono mutate all’interno della società per indurlo ad andare via. Perché nel saluto alla piazza effettuato tramite i propri canali social, il professionista fiorentino non è entrato nel merito, il che lascia supporre che la sua scelta non sia stata dettata da questioni di carattere personale. Da qui l’interrogativo: «Cosa sta accadendo?».
Nel giro di nemmeno tre mesi, il Lecce ha perso Pantaleo Corvino, il responsabile dell’area tecnica, e Mencucci, l’amministratore delegato. Non due figure qualsiasi, ma due uomini chiave dell’organigramma societario, che il presidente Sticchi Damiani ha voluto a suo tempo al proprio fianco in quanto assai competenti nei rispettivi campi d’influenza. Entrambi hanno deciso di passare la mano e lo hanno fatto a distanza di poche settimane l’uno dall’altro. Un caso? O tra le due dimissioni c’è un nesso?







