Le abbondanti piogge cadute in Maremma a gennaio, febbraio e aprile non sono bastate a proteggere il territorio dalla siccità estiva. Rispetto alla media del periodo 2020-2025, a giugno le precipitazioni sono diminuite del 55% e a luglio del 43%, un deficit che sta mettendo in difficoltà l’agricoltura e contribuendo a prosciugare fiumi e laghi.
I dati sono stati diffusi oggi da Legambiente durante la terza giornata di Festambiente, il festival nazionale dell’associazione ambientalista in corso a Rispescia fino al 9 agosto. Dalla cittadella ecologica è partito anche il flash mob «Non è caldo, è crisi climatica», per chiedere città più fresche e giuste e una rete nazionale di rifugi climatici.
A Grosseto, nel bimestre giugno-luglio 2026, le temperature medie minime e massime sono state rispettivamente pari a 22,4 e 33,9 °C, tra i valori più elevati registrati negli ultimi sei anni. Le minime mostrano la crescente difficoltà del territorio a raffrescarsi durante la notte, mentre le massime accompagnano il susseguirsi delle ondate di calore.
La siccità estiva è arrivata dopo una primavera in cui le precipitazioni maremmane erano rimaste più vicine alla norma, con deficit del 2% a marzo e del 7% a maggio. Il brusco peggioramento di giugno e luglio mostra quanto le piogge concentrate in alcuni mesi non siano sufficienti a garantire la disponibilità d’acqua durante le fasi più calde dell’anno.









