Le esercitazioni Han Kuang hanno portato le forze taiwanesi sul Danjiang Bridge, uno dei possibili corridoi verso la capitale in caso di sbarco cinese. Il test mostra come la difesa dell’isola dipenda dalla capacità di rallentare un’avanzata militare senza perdere la continuità della vita civile
Barriere, filo spinato e sacchi di sabbia sono comparsi nella notte sul Danjiang Bridge di Nuova Taipei, mentre mezzi militari e camion attraversavano uno dei passaggi più sensibili sulla direttrice verso il cuore della capitale taiwanese. Poco distante, ciclisti e pedoni continuavano a utilizzare la parte del ponte rimasta aperta.
La scena, durante il secondo giorno delle esercitazioni annuali “Han Kuang”, riassume uno dei problemi centrali della preparazione taiwanese: come trasformare rapidamente infrastrutture costruite per la vita quotidiana in strumenti di difesa, senza perdere la capacità del Paese di continuare a funzionare sotto pressione.
Le manovre, iniziate mercoledì e previste per dieci giorni, servono a testare la prontezza delle forze taiwanesi di fronte a un possibile attacco cinese. Pechino considera Taiwan parte del proprio territorio e non ha escluso l’uso della forza per portarla sotto il proprio controllo. Taipei respinge le rivendicazioni di sovranità cinesi.












