Dopo la condanna iniziale dell'episodio, le autorità bulgare riferiscono di presunte tensioni precedenti tra il gruppo di ragazzi e alcuni residenti locali.
Mentre inizialmente sembrava che la Bulgaria avesse condannato categoricamente l’agguato compiuto da un gruppo di naziskin che il 2 agosto avevano preso di mira un gruppo di adolescenti ebrei italiani in viaggio a Bansko, ora la posizione delle autorità bulgare sembra essere cambiata. Secondo quanto riferito dagli investigatori locali e ricostruito oggi su Il Giornale, anche i ragazzi italiani avrebbero avuto un ruolo nella vicenda, perché avrebbero creato tensioni con la popolazione locale e alimentato, secondo questa ricostruzione, il clima che avrebbe portato all’episodio.
Le indagini condotte dalla polizia di Bansko
Le indagini della polizia locale hanno portato a una revisione della prima ricostruzione dei fatti. Il direttore della polizia locale, Kristian Parmakov, ha raccontato che nell’hotel dove alloggiavano gli italiani, la maggior parte minorenni, erano state presentate diverse segnalazioni per comportamenti ritenuti inappropriati. Tra questi sarebbero stati segnalati rumori durante la notte, «gesti osceni» e il lancio di oggetti. Il tutto avrebbe causato all’hotel circa 15mila euro di danni. Poco prima degli insulti ci sarebbe stata anche una discussione animata tra cinque bulgari e cinque italiani. Una ricostruzione confermata sia dalla direzione dell’hotel sia da alcuni residenti di Bankso.











