«Torneremo!». Loro, le migliaia di ragazzi arrivati dal Marocco e poi rientrati su spinta dei militari spagnoli, lo avevano detto. Una promessa fatta a favore delle telecamere di tutto il mondo mentre si apprestavano ad attraversare la frontiera verso casa.
Non era solo un modo di dire. Secondo un rapporto della Guardia civile, il rischio che una nuova ondata investa Ceuta è reale. E la data è decisa: 15 agosto. Un numero che rimbalza da giorni su una serie di gruppi online con più di 400.000 utenti ciascuno.
Al momento non ci sono elementi per stabilire se il tam tam si tradurrà in un nuovo assalto di massa, ma le sei pagine del documento tracciano una serie di elementi di particolare rilevanza. La convergenza sul giorno scelto, i riferimenti geografici e le indicazioni per organizzare il passaggio nell’exclave. E poi la diffusione di una serie di fake news, com’era stato anche con la prima ondata. Quando a un certo punto era uscita la notizia che la polizia spagnola avesse aperto i confini. Inizialmente anche vecchie immagini postate sui social come attuali.
Poi, quando giovedì scorso la polizia non ha potuto fermare la calca umana che arrivava verso la frontiera, non solo via mare ma soprattutto via terra, le prime immagini postate online «a dimostrazione» dell’apertura spagnola, in un attimo diventano virali, facendo esplodere il flusso verso Ceuta.










