Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiAmmonta a circa 450 milioni di euro il denaro contante intercettato ai confini tra Italia e Svizzera dalla Guardia di finanza di Como. I dati, riferiti al periodo compreso tra il 2025 e i primi cinque mesi del 2026, evidenziano un vero e proprio boom rispetto al periodo precedente, quando tra il 2024 e i primi cinque mesi del 2025 le intercettazioni si erano attestate a 33 milioni di euro.

Nell’ambito di 1.747 controlli effettuati presso i valichi stradali e gli scali ferroviari, le fiamme gialle hanno accertato 711 violazioni, con il conseguente sequestro di valuta, titoli e certificati contraffatti per circa 430 milioni di euro. Lo riporta Ticinonline.

I controlli doganali e la normativa valutaria

Le verifiche mirano a contrastare il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e la violazione delle norme valutarie. In Italia e nell’Unione europea vige l’obbligo di dichiarazione in dogana per chiunque trasporti contanti pari o superiori a 10.000 euro. Sul versante elvetico, come ricordato dall’Udsc (Ufficio federale della dogana e della sicurezza dei confini), le liquidità possono circolare senza limitazioni e senza obbligo di dichiarazione preventiva. Tuttavia, durante i controlli sussiste l’obbligo di fornire informazioni veritiere: per somme superiori a 10.000 franchi o in presenza di sospetti, l’autorità può richiedere i dati identificativi, l’origine dei fondi e l’avente diritto economico.