La vertenza dell'ex Ilva entra in una fase decisiva e i lavoratori di Cornigliano alzano il livello dell'attenzione in vista dell'autunno. Al termine dell'assemblea svolta nello stabilimento genovese, la Rsu ha diffuso un documento nel quale richiama istituzioni e politica alle proprie responsabilità, sottolineando come il futuro della siderurgia italiana sia legato alle decisioni che dovranno essere assunte nelle prossime settimane.

Al centro delle preoccupazioni dei lavoratori c'è la decisione della Corte d'Appello di Milano che impone la bonifica degli impianti dell'area a caldo di Taranto entro novanta giorni, fissando come termine ultimo il 28 ottobre. Una scadenza che, secondo i rappresentanti sindacali, potrebbe avere conseguenze decisive sul futuro dell'intero ciclo siderurgico nazionale.

Per la Rsu non si tratta infatti di una questione limitata allo stabilimento pugliese. L'eventuale fermata degli impianti avrebbe ricadute dirette anche sui siti collegati alla produzione, a partire da Genova Cornigliano e dall'intero sistema industriale del Nord Italia che dipende dalla filiera dell'acciaio.

Nel documento diffuso al termine dell'assemblea, i lavoratori ricordano come la vertenza ex Ilva si trascini ormai da quattordici anni e denunciano «l'assenza di soluzioni definitive capaci di garantire stabilità produttiva e occupazionale».