Andy Garcia a 70 anni ha deciso di scrivere, dirigere, produrre, comporre la colonna sonora e recitare da protagonista nel suo nuovo film. Il risultato si chiama “Diamond”, presentato all’ultimo Festival di Cannes. Al centro della storia c’è Joe Diamond, un uomo fuori dal tempo, una leggenda urbana con un passato emotivamente traumatico, dotato della strana capacità di risolvere crimini che nemmeno la polizia di Los Angeles riesce a decifrare, armato solo dell’arguzia e dell’umorismo secco tipico degli investigatori privati del genere.
Un personaggio che sembra uscito da un film in bianco e nero degli anni 40 e, infatti, secondo Deadline, “nelle scene di apertura sembra di conoscere subito che tipo di film sarà, con Diamond che veste, parla e cammina come se fosse in un noir da Bogart o Mitchum, prima che una Waymo gli sfrecci davanti mentre esce dal suo ufficio con la sua decappottabile d’epoca”.
“Joe sono io. Quando ho finalmente scoperto il trauma che si portava dentro, una notte mi sono svegliato piangendo. – ha raccontato l’attore e regista a Sette de Il Corriere della Sera È da quell’esperienza di piangere nel sonno che è nata una battuta del film, ‘l’unica cosa peggiore di addormentarsi piangendo è piangere nel sonno'”.






