BELLUNO - Pioggia battente, statale di Alemagna in tilt. Ieri il temporale del primo pomeriggio ha testato il sistema d’allarme installato sotto la Croda Marcora, mentre in Val d’Oten ha bloccato una frana ha bloccato una comitiva di scout. Procediamo con ordine: sulla statale 51 il rovescio è stato improvviso e violento, anche con grandine in certe zone, al punto che si sono attivati i sistemi di monitoraggio sulla colata detritica che minaccia l’arteria a nord di San Vito di Cadore. L'evento è stato seguito in tempo reale dai tecnici incaricati grazie ai sensori installati dopo le colate dello scorso anno.

Sull'Alemagna I segnali d’allarme sono partiti dai pluviometri e il movimento innescato dalla frana ha staccato anche due pendoli. Si sono inoltre attivati i sensori di livello, che risultano danneggiati: «Uno è sceso fino al vascone» precisa il sindaco di San Vito Franco De Bon. Nel giro di pochi istanti, attorno alle 15.30, sono scattati i semafori rossi e sono entrate in funzione le sirene per segnalare il pericolo imminente bloccando il traffico in modo da garantire sicurezza sulla strada e sulla pista ciclabile. Traffico fermo, dunque, con lunghe code in entrambe le direzioni di marcia. Cessato il pericolo, dopo circa 40 minuti, l’Alemagna è stata riaperta. Per chi si trovava in viaggio il disagio c’è stato comunque, anche per smaltire le code in attesa, ovvero chilometri di veicoli. La pioggia comunque ha mosso una colata detritica che non ha interessato direttamente la strada e si è limitata solamente a riempire i canali. Appena scattato l’allarme sul posto è arrivato anche il personale Anas che ha monitorato l’evoluzione della colata. Dopo le verifiche nell’immediatezza dell’accaduto, altre andranno fatte nei prossimi giorni: «Al più presto per capire quanto materiale è sceso» conferma il sindaco che nel merito si confronterà con Anas. Sul posto anche la polizia e i vigili del fuoco. Le indicazioni dei semafori sono fondamentali per la sicurezza di tutti, inoltre sono attive le telecamere che registrano i transiti grazie a lettori delle targhe: con il rosso non si passa, segnala il pericolo frana e chi non lo rispetta potrà essere sanzionato. Il fenomeno franoso che si è attivato lo scorso anno non è finito: dalla Croda Marcora crolli ce ne sono stati anche recentemente, tutto materiale che si accumula ai piedi della montagna e che le piogge mettono in movimento. Il ponte Bailey? «Per quest’estate dovremo gestire la situazione con questa modalità -dice De Bon- l’opera sarà pronta solo per l’estate 2027».Bloccati al rifugio Sempre a causa del maltempo una comitiva di scout è rimasta bloccata in un rifugio in Val d’Oten. La frana ha interessato l’unica strada di accesso rendendola di fatto impraticabile per i veicoli. Nessun pericolo per i giovani escursionisti e per i loro accompagnatori che infatti hanno trascorso un’altra notte in rifugio. I vigili del fuoco fino a sera hanno valutato l’ipotesi di un intervento immediato che però sarebbe stato rimandato a oggi con la luce del sole.Gli altri interventi Nel frattempo le squadre del distaccamento permanente dei vigili del fuoco di Pieve di Cadore, assieme ai volontari della zona, sono intervenute in diversi comuni del Centro Cadore per il taglio e la rimozione di alberi abbattuti dal vento. Nel comune di Lozzo, lungo la statale 52, alberi caduti sulla sede stradale hanno causato l'interruzione della circolazione per circa mezz'ora. A Calalzo le squadre sono invece intervenute per la rimozione di alberi caduti nelle vicinanze di un'abitazione. Un nubifragio, sempre nel primo pomeriggio, ha trasformato in un fiume d’acqua l’area di Pian di Vedoia fra Soverzene e Ponte nelle Alpi, rallentando a lungo il traffico. Pioggia battente si è riversata anche su Auronzo, colpita domenica scorsa dalla colata detritica che ha minacciato 13 abitazioni di frazione Ligonto: non sono state segnalate ulteriori problematicità ma il sindaco ha emesso un’altra ordinanza di non potabilità dell’acqua perché i problemi alla rete acquedottistica non sono ancora stati risolti, al punto che è in arrivo un’altra cisterna nell’abitato di Reame. Infine, un incendio è divampato nella mattina di ieri in zona Val Grande a circa 1300 metri, nel territorio di di Santo Stefano di Cadore. Sul posto è intervenuta la Regione con un elicottero, ma per fortuna in questo caso la pioggia è stata benefica perchè a contribuito a spegnerlo autonomamente. Complessivamente nella sola giornata di ieri sono stati almeno una quarantina gli interventi che hanno impegnato i vigili del fuoco della provincia.