ROMA, 07 AGO - Vengono definiti "stay-cationisti", neologismo coniato rielaborando il termine inglese "Staycation", fusione di stay (restare) e vacation (vacanza): questa estate saranno quasi un adulto su due (48,5%) gli italiani che non faranno alcuna vacanza durante il periodo estivo. Ad agosto saranno in vacanza 17,5 milioni di italiani, e 4,7 milioni lo saranno a settembre: numeri importanti, che però raccontano solo una parte della storia. Sono infatti 24,2 milioni le persone che trascorreranno il periodo di ferie senza spostarsi dalla propria città o dalla propria casa. La scelta di non partire è nella maggior parte dei casi economica: secondo una ricerca realizzata da Tecnè per Federalberghi, a pesare di più è la situazione economica familiare, indicata dal 52,8% degli intervistati come motivo principale della rinuncia. Seguono le difficoltà organizzative in famiglia (25,7%) e i motivi di salute (24,5%). L'11,2% ha dovuto fare i conti con l'aumento dei prezzi, mentre il 10,4% è stato condizionato da impegni lavorativi.

C'è infine un 6,6% che non rinuncia alla vacanza, ma la sposterà in un altro periodo dell'anno. Evidente inoltre il divario generazionale: i primi a rinunciare alla vacanza sono le persone più anziane (over 65) e i pensionati, categorie in cui la percentuale di chi resta a casa per tutta l'estate sale fino al 67%. Per Federalberghi lo strumento più efficace per sostenere il diritto alle vacanze è probabilmente il welfare aziendale: questa leva "potrebbe essere utilizzata elevando le soglie di esenzione dai contributi e dalle tasse dei cosiddetti fringe benefit oppure creando una soglia ad hoc, come già avviene per i buoni pasto". Un ulteriore aiuto può venire dalle imprese del settore turismo, "pronte a fare la propria parte, applicando tariffe agevolate nei mesi di giugno e di settembre e, più in generale, durante i periodi di bassa stagione". Per coloro che non hanno un reddito da lavoro dipendente, inclusi i pensionati,"si potrebbe attivare un sistema di buoni vacanze erogati in base al reddito e spendibili in strutture ricettive convenzionate". (ANSA).