Ha ucciso il nonno e la nonna colpi di pistola, poi si è spostato nella sua scuola, dove ha aperto il fuoco togliendo la vita a tre insegnanti e tre studenti. Un ragazzino di 14 anni si è ucciso dopo aver tolto la vita a otto persone in Thailandia, in un sobborgo a nord della capitale Bangkok. La polizia ha trovato il nonno e la nonna senza vita nell’abitazione dove vivevano con il nipote. Il padre dello studente, arrivato a scuola, è stato portato via per essere interrogato. I feriti sono almeno 15. L’istituto in cui è avvenuta la sparatoria è un prestigioso liceo nel distretto di Bang Kruai, nella provincia di Nonthaburi: un insegnante ha descritto l’attentatore come “un bravo ragazzo con un buon rendimento scolastico”, che non era noto per essere aggressivo. Il portavoce della Polizia reale thailandese ha dichiarato che si sta indagando sul movente: gli investigatori ritengono che l’arma sia stata sottratta a un membro della famiglia.
Il primo ministro Anutin Charnvirakul ha espresso le sue condoglianze e ha dichiarato di aver ordinato ai funzionari competenti di prendersi cura delle vittime. Uno dei capi dell’opposizione thailandese, il leader del Partito popolare Natthaphong Ruengpanyawut, ha esortato a rivedere le misure di controllo sulle armi nel Paese: “Sebbene il movente dell’attacco rimanga al momento poco chiaro, un atto di violenza in un istituto scolastico – che dovrebbe essere uno dei luoghi più sicuri della nostra società – rappresenta un forte monito per la società thailandese affinché riveda seriamente e sistematicamente le misure di controllo sulle armi”. La Thailandia registra uno dei tassi di possesso di armi da fuoco più elevati del Sud-Est asiatico, con una stima di circa dieci milioni di armi in circolazione: una ogni sette abitanti.










