Marco Rubio, Segretario di Stato degli Stati Uniti d'America - Brendan Smialowski/Pool via Reuters
Il 13 luglio scorso, il Dipartimento di Stato ha lanciato formalmente una campagna "radicale" per "smantellare le minacce della Corte criminale internazionale alla sovranità americana". Lo stesso giorno, il segretario di Stato Marco Rubio ha pubblicato su The Wall Street Journal un articolo dal titolo "Perché stiamo smantellando la Corte criminale internazionale", a inquadrare la nuova crociata in una "dimensione civilizzatrice: gli stati sovrani contro il globalismo."
Per Rubio, la Corte penale internazionale (International Criminal Court – ICC) rappresenta una minaccia intollerabile per la sovranità degli Stati Uniti: rivendica l'autorità di perseguire e persino incarcerare militari e funzionari americani che operano per conto degli interessi nazionali dell'America. In particolare "si autoinveste come giudice finale della politica militare degli Stati Uniti e dell’intero sistema giudiziario americano. [...] Nell’assalto contro l’autogoverno americano. La Corte penale internazionale è sostenuta e guidata da una potente rete di organizzazioni non governative di sinistra, globalisti compiaciuti e governi ostili del Terzo Mondo, uniti dalla loro inimicizia verso gli Stati Uniti."







