Il termometro dell’auto segna 37°. Per rendere sopportabile l’abitacolo il climatizzatore soffia al massimo, ma basta aprire la portiera perché si venga inghiottiti da una cappa di caldo umido. Sono le 13.15 di ieri, l’ora in cui il sole sembra essersi fermato sopra Rimini. L’umidità sfiora il 60% e la temperatura percepita è ancora più alta. È in questo momento che decidiamo di attraversare la città, dai luoghi simbolo del lungomare fino al centro.

La prima sensazione, a due passi dal Grand Hotel, è il silenzio. Le strade sono quasi deserte, i marciapiedi si svuotano e persino chi cammina sembra farlo con movimenti rallentati. Portare un borsone verso la spiaggia diventa una fatica, ogni passo costa energia. Sul telefono c’è scritta la temperatura, ancora 37°, ma non serve leggerlo: basta respirare. Sul lungomare i turisti sono pochi. Qualcuno sfida il sole con cappellino, bottiglietta d’acqua e asciugamano sulle spalle, ma la maggior parte cerca riparo all’ombra. Ogni tanto arriva una lieve folata dal mare, troppo debole per cambiare davvero le cose.

Davanti alla fontana dei Quattro Cavalli c’è chi si ferma qualche minuto sperando in un po’ di refrigerio. "Siamo venuti al mare per il sole, ma così è troppo - racconta Concetta Solino da Piacenza, mentre si sventaglia senza sosta -. Non riesco neppure a stare sdraiata sul lettino. Preferisco aspettare all’ombra e scendere in spiaggia più tardi". Accanto a lei i due figli giocano come possono, ma i cappellini sono fradici di sudore.