La Francia prepara un nuovo sistema di difesa contro le interferenze straniere in vista delle presidenziali dell’anno prossimo. L’annuncio è arrivato dal primo ministro Sébastien Lecornu dopo le recenti campagne di disinformazione attribuite a reti filorusse che hanno colpito tre possibili candidati all’Eliseo: Édouard Philippe, Raphaël Glucksmann e Gabriel Attal.

«La lotta contro le ingerenze straniere e la protezione del nostro quadro democratico sono una priorità per il governo», ha scritto Lecornu su X, rispondendo all’appello del leader della France Insoumise Jean-Luc Mélenchon per un fronte comune tra i partiti. Il premier ha ricordato la riunione convocata a giugno con le forze politiche e annunciato che il confronto riprenderà a settembre.

Secondo Lecornu, il sistema di rilevazione delle interferenze digitali «funziona»: diverse operazioni sono già state individuate e i candidati coinvolti sono stati informati. Ma il governo vuole rafforzare gli strumenti a disposizione. Un progetto di legge presentato in Consiglio dei ministri prevede, tra le altre misure, il triplo delle pene per chi produce o diffonde falsi contenuti informativi in periodo elettorale: fino a tre anni di carcere e 45 mila euro di multa, con sanzioni ancora più severe quando l’operazione è realizzata nell’interesse di una potenza straniera.