HomeMassa CarraraCronacaLa ‘paralisi’ del lapideo: "Ora basta tragedie! Confronto sulla sicurezza"Il distretto del marmo ieri si è fermato per lo sciopero indetto dai sindacati "Serve un lavoro corale per passare a fatti concreti, ad azioni correttive reali" .Aldo Gullotti, l’operaio morto ad AvenzaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciIl distretto del marmo si è fermato. Dalle cave ai laboratori, passando per segherie e impianti di trasformazione, è stata totale l’adesione allo sciopero di otto ore proclamato dai sindacati dopo la morte di Aldo Gullotti nel piazzale della storica azienda del marmo ‘Santucci Group ’. Un segnale forte, come già altre volte in passato, arrivato da tutto il comparto apuo-versiliese, che ha voluto rendere omaggio al lavoratore ma anche lanciare un messaggio chiaro: la sicurezza deve tornare al centro del dibattito.
Per un’intera giornata si sono fermate sia le attività sul piano, con laboratori e segherie rimasti chiusi, sia quelle sul monte, dove anche le cave hanno sospeso il lavoro. Una mobilitazione quasi unanime, accompagnata dalla richiesta dei sindacati di aprire un confronto urgente con imprese, istituzioni e Azienda sanitaria per individuare misure capaci di prevenire nuove tragedie. Sulla vicenda interviene anche Michele Folloni, della Cisl Toscana Nord, con una lunga riflessione. "Dobbiamo lavorare tutti insieme per fare un ulteriore e deciso salto di qualità per quanto riguarda la diffusione della cultura – commenta – perché è un tema doveroso, della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, che deve essere primario e centrale per tutti i soggetti che esercitano un ruolo attivo nel mondo del lavoro. Drammi come questi non fanno altro che confermarlo. Come Cisl Toscana Nord esprimiamo le nostre condoglianze e vicinanza alla famiglia di Aldo Gullotti, siamo di fronte all’ennesima morte sul lavoro e ci rendiamo conto che a poco servano le parole, ritenendo utile invece un lavoro corale per passare a fatti concreti, con l’obiettivo di realizzare percorsi virtuosi di confronto che si traducano in azioni correttive reali, che mettano fine a queste tragedie".















