ROMA – “È stato la mia guida artistica, la persona che mi ha cambiato la vita. Poi una figura paterna, nei momenti importanti c’è sempre stato. Ho avuto la fortuna di dirgli quanto gli fossi grata, questo mi conforta: lui lo sa”. Lorella Cuccarini fa un respiro lungo. Pippo Baudo la scoprì il 14 febbraio 1985 a una convention per una marca di gelati, all'Hilton di Roma. Notò quella ballerina di fila con le gambe lunghe, bellissime, e la lanciò come showgirl a Fantastico. Insieme al marito Silvio Capitta, Lorella è stata tra i primi a arrivare al Campus Biomedico a Roma, alla camera ardente privata, il 17 agosto dell’anno scorso. E poi in chiesa a Militello, nel paese di Pippo, per l’ultimo saluto. Non ha mai parlato di lui, dopo che se n’è andato “per rispetto, perché non volevo mettermi in mostra”. A un anno dalla morte di Baudo, ripercorre un rapporto durato una vita.
Le capita di pensare a Pippo?
“Spesso. Ci sono tanti filmati che mi portano al passato, i pensieri che riaffiorano sono sempre legati ai momenti belli, è difficile che lo pensi in maniera triste. Nostalgica, sì. È un tempo che non torna più”.
Quando lo aveva sentito l’ultima volta?
“Le ultime due volte che l’avevo cercato e non ero riuscita a parlargli, mi ero molto preoccupata. Il 7 giugno, per il compleanno, avevo chiamato Dina (Minna, l’ombra di Baudo). Poi le avevo scritto: “Ho provato a telefonare, volevo fare gli auguri a Pippo”. Lì sinceramente ho temuto per il peggio, avevo sempre mantenuto i rapporti. Ero in scena con Aggiungi un posto a tavola e lo avevo invitato, mi spiegarono che erano stanco e non usciva di casa. È l’unico mio spettacolo che non è riuscito a vedere”.







