Commerzbank chiude il primo semestre con numeri di soddisfazione per i soci.

Rimane però aperta una questione centrale per Unicredit, primo azionista proiettato oltre il 60% alla fine dell'ops: quanto la crescita dipenda dal business domestico e quanto dal credito internazionale e dal trading.

Proprio queste componenti e una buona tenuta del margine di interesse hanno consentito alla banca tedesca di archiviare il miglior primo semestre della propria storia, malgrado un titolo poco mosso in borsa (-0,2%).

L'utile netto è salito del 40% a 1,81 miliardi di euro, mentre i ricavi sono aumentati del 7% a 6,52 miliardi, sostenuti dalla stabilità del margine di interesse, pari a 4,11 miliardi nonostante il calo dei tassi, e dalla crescita dell'8% delle commissioni, arrivate a 2,18 miliardi grazie soprattutto al risparmio gestito, al collocamento di titoli e ai capital markets.Il contributo delle attività internazionali resta rilevante.

La divisione Corporate Clientsè salito del 16% dei volumi medi dei prestiti, saliti a 123 miliardi, trainata in larga misura dal finanziamento delle attività internazionali delle imprese tedesche e della clientela estera.